Già lavorando, vengo contattato da società di recruiting a marzo e vengo invitato a candidarmi per la posizione. Mi contatta l'HR dell'agenzia ogni settimana per dirmi che c'erano ritardi per riorganizzazioni interne. Incontro una delle loro HR a un evento al quale vengo invitato, avevano il mio CV, ma finisco a parlare con una collega non sapeva nulla della posizione e di me. Nei mesi successivi nessuna risposta pervenuta.
Infine mi vengo ricontattato nuovamente a maggio e si fissa un colloquio con HR e responsabile del reparto.
L'HR segue un copione standard: mi elenca i punti della posizione, i loro benefit, come è strutturata l'azienda e come lavorano; dopodiché chiede di parlare di me, di quale percorso ho fatto, esperienza generale...
Il responsabile fa qualche domanda tecnica alle quali credo di rispondere bene e in maniera trasparente, ma non accenna alcun tipo di risposta o reazione. A ogni domanda ne segue un'altra, sembra un esame.
Sembra stupito e chiede precisazioni quando si nomina un termine secondo la nomenclatura del settore, ampiamente condiviso. Un po' come parlare di cucina e lo chef si stupisce nominando il termine bagnomaria.
Ci tengono a precisare che avrei ricevuto una risposta sull'esito del processo di recruiting in ogni caso. Risposta mai pervenuta.
La cattiva impressione iniziale viene confermata.